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La giostra del Pitu a Tonco

07 aprile - Tonco (AT)
La giostra del Pitu a Tonco a Tonco

La Festa del Pitu Ŕ un antico rito propiziatorio contadino che Ŕ riuscito a conservare, nel corso dei secoli, tutti gli elementi originali della cerimonia. Le origini della festa sono religiose ma si innestano nei riti di fertilitÓ legati all'inizio del ciclo stagionale agricolo. Alla fine dell'inverno, quando sta per iniziare il nuovo ciclo della produzione, i contadini volevano assicurarsi il favore divino per un raccolto sicuro ed abbondante.

L'antica usanza di scacciare il male e di scaricare addosso al capro espiatorio tutti i mali che hanno afflitto il popolo durante l'anno trascorso, era (ed Ŕ) il modo per consentire alla comunitÓ di iniziare il nuovo ciclo sotto i migliori auspici. Il capro espiatorio di Tonco Ŕ il Pitu, un tacchino.

Il Processo e la Condanna del Pitu sono i riti attraverso cui ci si purifica. La festa inizia con un corteo storico, che rievoca un personaggio importante della storia di Tonco: Gerardo da Tonco, fondatore dell'Ordine di San Giovanni in Gerusalemme, divenuto poi Sovrano Ordine Militare di Malta.

Subito dopo inizia il processo che porterÓ alla condanna e al testamento del Pitu e infine all'attesa giostra equestre.Il Pitu imprigionato viene condotto davanti ad un tribunale, allestito in piazza, dove i giudici togati lo processano in un incalzare di schermaglie verbali in dialetto tra la pubblica accusa ed il Pitu, che cerca inutilmente di difendersi.

Al termine del processo iniquo, il Pitu viene condannato a morte e chiede, come ultimo desiderio, di fare testamento. Inizia un altro momento di satira che colpisce persone del luogo tra risate, consensi, gesti di disapprovazione, piccoli vizi e difetti della comunitÓ. Dopo essersi vendicato, il Pitu lascia ad ogni Rione una parte significativa del proprio corpo, motivandone la scelta con commenti alquanto salaci e pungenti.

Questo momento, durante il Medioevo, era un momento di fondamentale importanza per le classi subalterne. Era l'unica occasione in cui i contadini potevano vivere l'illusione di una vita diversa, nella quale era possibile dire quello che pensavano. Nel Pitu era identificato il Signore del luogo e su di questo veniva scaricata tutta la rabbia accumulata durante l'anno trascorso. Pur consapevole di questa identificazione, il feudatario accettava di buon grado la situazione, purchŔ non superasse i limiti da lui stesso fissati. Questa tradizione Ŕ oggi ancora ben viva ed il Pitu, nel suo testamento, ancora prende gusto a colpire le autoritÓ pubbliche ed i personaggi pi¨ in vista del luogo.

Finito il testamento, il Pitu viene appeso al centro della piazza e pu˛ iniziare una spettacolare giostra equestre fra le urla di incoraggiamento dei borghigiani. I cavalieri, uno per ogni rione, si lanciano al galoppo e cercano di decapitare l'animale. Tanto onore per chi riesce nell'impresa, il suo borgo lo festeggia dando inizio alla caratteristica Danza del Brando e inscenano momenti di vita quotidiana grazie ai carri allegorici.


Per maggiori informazioni

Sito del Comune di Tonco


Ultima modifica 21/03/2019 ore 10:28


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