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La Be˛ de Blins, antico carnevale alpino a Bellino

febbraio - Bellino (CN)
La Be˛ de Blins, antico carnevale alpino a Bellino a Bellino

La Be˛ de Blins, l'antico carnevale alpino di Bellino Ŕ una festa di carnevale con cadenza quinquennale e si celebra la Domenica di Carnevale e il Martedý Grasso. Il corteo storico che dalla frazione di Chiazale percorre i quartieri alti Ŕ una rappresentazione teatralizzata dei moti popolari contro i Saraceni.

La Be˛ di Bellino Ŕ un carnevale che mantiene i tratti tipici del carnevale alpino della Val Varaita che ricorda la famosa Bai˛ di Samperyre, una festa tradizionale tipica di Samperyre. Le Baie sono rappresentazioni carnevalesche tradizionali diffuse da medioevo, nei riti si ritrovano elementi pagani e religiosi, si celebra la rinascita della natura dopo l'inverno e si ricordano episodi storici del luogo.

La Be˛ de Blins s'ispira alla guerra combattuta contro i saraceni a nel borgo di Preifiol, piccola localitÓ vicino a Chiazale, dove la popolazione locale resistette all'invasore fino all'arrivo dei rinforzi che liberarono Bellino. La BŔo si tiene infatti nelle frazioni di Chiazale, Celle e Prafauchier, le Cartier n'Aut (i quartieri alti) del comune di Bellino. La sfilata parte da Chiazale, scende a Celle e, percorrendo gli stretti vicoli della borgata, arriva fino a Prafauchier per poi concludersi a Celle.

I sollevamenti popolari contro i Saraceni risalgono a circa dieci secoli fa e per celebrarli ogni cinque anni si tiene la Be˛ de Blins. Il corteo che rievoca le battaglie Ŕ formato dai Picounier che avvistano "les barrieres", tronchi che sbarrano il passaggio per le strade che ricordano gli ostacoli lasciati dai saraceni, e i Turc. Per liberare il passaggio intervengono i Sapeur mentre Lou Viei, con la sua maschera di legno, accompagna La Veio, che improvvisa cadute e malori e viene soccorsa da Lou Medic. In totale i curiosi figuraranti di questa rappresentazione sono quaranta, ciascuno contribuisce a raccontare la cacciata dei Saraceni. Tutti indossano abiti coloratissimi con nastri e coccarde, gli uomini indossano grandi copricapi, le donne hanno la tipica bera, una cuffietta bianca con ricami a tombolo. Tutti recitano la loro parte secondo un canovaccio.

La figura pi¨ curiosa Ŕ misteriosa Ŕ Lou Turc, lo straniero che deve essere convertito. Parla una lingua incomprensibile e viene tenuto a bada da un Gendarme. La festa terminerÓ il Martedý Grasso quando il Turc viene battezzato e viene messo al rogo il Lou Ciciu, il fantoccio di paglia, che sancisce la fine del carnevale.

Ultima modifica 07/02/2019 ore 11:39
Foto: Historicando


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